Il progetto

Il progetto di ricerca di interesse nazionale “Costellazioni hegeliane del femminile: un iper-archivio per una Bildung inclusiva” è diretto da Francesca Iannelli (Università degli Studi Roma Tre) in collaborazione con Stefania Achella (Università degli Studi “G. d’Annunzio” Chieti-Pescara) ed Eleonora Caramelli (Università degli Studi di Bologna) e finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca.

La “costellazione hegeliana” del femminile è rimasta in larga parte inesplorata; ricostruirla è l’obiettivo principale del presente progetto, che mira a colmare una lacuna significativa nella ricostruzione complessiva dell’interazione storica di Hegel con le figure femminili del suo tempo in ambito biografico, estetico-artistico e sociale. Allo stesso modo, non è stato ancora adeguatamente riconosciuto il ruolo strategico che tale costellazione può giocare quale lente di ingrandimento di una serie di aspetti determinanti atti a rivelare un portato emancipativo implicito nella filosofia di Hegel rispetto ai dibattiti contemporanei sulla famiglia, l’arte, la traduzione, la Bildung e i diritti.

Il presente progetto di ricerca si colloca quindi sullo sfondo di tale scenario innovativo con l’intento di creare un iper-archivio digitale (“FemHaB”) di alcune delle principali figure femminili che sono entrate in contatto con Hegel, che hanno esercitato un’influenza, diretta o indiretta, sul suo pensiero, oppure che ne sono state influenzate, delineandosi come “figure di resistenza” all’oblio, oltre ogni pregiudizio. L’archivio è stato realizzato in collaborazione con Samsung e permetterà di interagire direttamente, attraverso chatbot, con la biografia e l’eredità intellettuale delle figure femminili considerate e con il filosofo di Stoccarda, per sollecitare studentesse e studenti o altre studiose e studiosi interessati a una riflessione corale su possibili riletture inclusive della filosofia hegeliana per il nostro presente.

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di Stefania Achella, Francesca Iannelli, Gabriella Baptist, Serena Feloj, Fiorinda Li Vigni e Claudia Melica

Numerose sono le figure femminili che attraversano e accompagnano la riflessione hegeliana: da quelle più tradizionali, come Maria, a quelle più perverse e ambiziose come Lady Macbeth; dalla misteriosa e inquietante sfinge dal volto femminile e dal corpo animale alle ingenue creature shakespeariane – le belle anime, Giulia e Miranda; dalla sovversiva Antigone alla brava donna borghese.

Allo stesso tempo, queste figure poetiche, mitologiche e letterarie riflettono e si intersecano con figure femminili che hanno davvero segnato l’esistenza di Hegel per un breve periodo o in modo molto più radicale, in una sinergia vivace e praticamente inesplorata tra filosofia e vita.

I ritratti di Mohaddeseh Rabbaninia

Mohaddeseh Rabbaninia (Maha) è una dottoranda in filosofia presso l’Università di Isfahan, Iran, specializzata in filosofia dell’arte ed estetica. Ha scritto la sua tesi di laurea magistrale sull’estetica hegeliana e ha pubblicato diversi articoli sulle tragedie greche, tra cui Antigone, rilette attraverso una lente hegeliana.

La sua tesi di dottorato si intitola Espressione delle emozioni nell’arte: una spiegazione filosofica.

Oltre agli interessi accademici, Rabbaninia è una pittrice che ha partecipato a varie mostre, tra cui eventi culturali e artistici internazionali in Iran, Italia, Russia e Stati Uniti.

Per il progetto Hegelian Constellations of the Feminine: A Hyper-Archive for an Inclusive Bildung, le è stato chiesto di creare sei dipinti che rappresentano visivamente le figure femminili scelte per formare la prima costellazione hegeliana al femminile: Angelica Catalani, Fanny Mendelssohn, Sophie Mereau, Christiane Hegel, Sophie Margarethe Dorothea e Susanna Maria von Tucher.

Rabbaninia integra le sue tecniche artistiche con le intuizioni filosofiche che ha acquisito dai suoi studi, sforzandosi di creare armonia tra le forme delle sue opere d’arte e il loro contenuto.

In linea con il tema dell’evento, e ispirate dalla filosofia di Hegel, queste opere trascendono la rappresentazione fisica per addentrarsi nell’essenza di queste donne straordinarie. La ragione di questa scelta risiede nella necessità di dare un “volto” a figure delle quali non abbiamo alcuna documentazione iconografica (come nel caso di Christiane Hegel) e di scavare ben oltre il ritratto inteso come mera raffigurazione esteriore del personaggio. Rabbaninia sviluppa le sue opere con tecniche miste che intrecciano la somiglianza di ogni donna con luoghi e simboli che risuonano con le loro vite, elementi che riflettono la loro epoca o segnano momenti cruciali nei loro viaggi. Stratificando queste diverse componenti, cerca di costruire una rappresentazione multidimensionale che catturi la complessità e la profondità del carattere di ogni donna.

Basandosi sulle intuizioni di Hegel riguardo all’interconnessione dell’identità con la cultura, la lingua e la storia, queste opere riflettono la nozione di identità come una rete continua piuttosto che un’entità fissa e isolata. Questo approccio non solo offre un ritratto più olistico e sfumato di queste donne, ma onora anche lo spirito della filosofia di Hegel.